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[01.08.2017] - LA VELISTA DEL MESE È... CLAUDIA ROSSI!

LA VELISTA DEL MESE È... CLAUDIA ROSSI!

Ha scoperto la vela da grande ma ci ha preso subito gusto e, con impegno, sacrificio ma anche sapendosi circondare di partner e collaboratori di primo livello, è arrivata in poco tempo ai vertici della vela mondiale in campo One Design. Di chi stiamo parlando? Naturalmente di Claudia Rossi, la reginetta 25enne dei monotipi. Vive ad Ancona ma gareggia per i colori dello Yacht Club Costa Smeralda, una laurea in economia e commercio, adora la vela in monotipia ma ogni tanto pensa anche a una campagna a cinque cerchi, figlia (d'arte) di Alberto Rossi (già campione del mondo delle classi Altura e Farr40) e allenata dalla grande Giulia Conti, adora le vacanze in compagna delle sue sorelle e degli amici e confessa di non separarsi mai dal suo skateboard e dalla tavola da surf. Insomma, una vera "Petite Terrible" che con i suoi due titoli europei (e due mondiali sfiorati ma combattutti fino all'ultimo bordo) sta contribuendo alla crescita del movimento velico rosa nel nostro paese. Di ritorno dal campionato del mondo J70, dove ha chiuso quinta assoluta e migliore femminile, l'abbiamo raggiunta per scoprire un po' di più della sua carriera e della sua solare personalità.

Decimazona.org: Dove e quando nasce la tua passione per il mare e per la vela?

C.R. La mia passione per la vela nasce nel 2013. Con un amico ho sistemato una barca dell’università e l’ho presa in gestione, si trattava di un Este24. Questo mi ha permesso di iniziare ad avvicinarmi al mare in modo diretto, da sportiva, anche se per tutta la vita ho fatto vacanze in barca con la mia famiglia. Una volta messa in acqua, ho iniziato a utilizzare questo Este24 per puro divertimento, andandoci a fare bagni, aperitivi e veleggiate con gli amici. Solo in questo modo avrei potuto impratichirmi e conoscere il mezzo. Dopo qualche mese ho iniziato a fare le prime regatine domenicali. Durante una regata ho incontrato il comandante di mio padre, Matteo Mason, che mi ha proposto di provare a fare una regata nei monotipi Este24 a Santa Marinella. Sono andata lì convinta di fare "la zavorra" e invece mi hanno messo il timone nelle mani e mi hanno insegnato a timonare durante tutto il campionato invernale. Volete sapere come è finita? Abbiamo vinto l'invernale e dopo appena 2 mesi ho deciso di dedicarmi di più a questo sport perché me ne sono innamorata.

Decimazona.org La vela è uno sport che hai scoperto da grande. Che cosa si prova a iniziare più tardi di altri, assaporando da subito il gusto della vittoria?

C.R. Iniziare da grandi ti penalizza un po' perché hai molte lacune che devi colmare in pochissimo tempo, soprattutto se regati nei monotipi. Con molto impegno e sacrificio ho cercato di imparare tutto nel modo più veloce possibile. Ancora ho tantissimo da apprendere, ma la cosa bella è che negli anni non ho mai smesso di farlo. Ho sempre cercato di arrivare al livello degli altri sfruttando in particolar modo la mia concentrazione, ma la mia più grande fortuna è che sono affiancata da persone eccezionali che oltre ad avere notevoli competenze, si dedicano ogni giorno alla mia crescita. Questa è la chiave che mi ha permesso di togliermi tante soddisfazioni fin dall’inizio della mia carriera.

Decimazona.org Da quando la vela è entrata nella tua vita, come sono cambiate le tue giornate?

C.R. Più che le mie giornate, è cambiato molto il mio stile di vita. Prima era più statico, ora è molto dinamico. Ogni anno conosco persone nuove, visito posti nuovi e viaggio molto. Questo è uno degli aspetti più belli di questo sport. Allo stesso tempo, ho riscontrato qualche difficoltà nel conciliare sport e studio. Il tempo che dedico alla barca lo debbo inevitabilmente sottrarre allo studio ma per fortuna ci sono mesi di stop, quelli invernali, che mi permettono di portare avanti anche la mia specializzazione, a cui non voglio comunque rinunciare.

Decimazona.org Come si articola la giornata tipo di una velista (quasi) professionista?

C.R. La giornata tipo di quando sono in barca: sveglia presto, briefing prima di uscire per pianificare l’allenamento, allenamento intenso e mirato per diverse ore, de-briefieng e aperitivo, un dettaglio che non manca mai (sorride). La giornata tipo quando sono a casa: sveglia presto, lezioni all’università o studio per gli esami, sport in genere e relax in famiglia o con gli amici.

Decimazona.org Dopo i successi in alcuni dei monotipi più competitivi del mondo, dal J70 al Farr40, quali sono gli obiettivi del team a medio/lungo termine?

C.R. I miei obiettivi per la prossima stagione? innanzitutto la tripletta, ossia vorrei riconfermare il titolo europeo e vincere il mondiale J70 che ogni anno mi sfugge per un pelo. Per me, l'asticella deve mantenersi alta, cioè mi prefiggo sempre obiettivi difficili da raggiungere perchè alla fine questo permette di mettermi sempre in gioco nella preparazione e puntare sempre più in alto. Per quanto riguarda il Farr40, timonerò per la prima volta la barca di mio padre, Enfant Terrible, durante una tappa del circuito americano. Spero di fargli fare bella figura! Infine, ho ricevuto altre proposte per altre classi veliche ma per il momento non c’è nulla di certo.

Decimazona.org: Petite Terrible in una campagna olimpica: fantascienza o concreta possibilità?

C.R. Argomento tabù. Il mio sogno nel cassetto sono le Olimpiadi ma la strada che devo percorrere è davvero lunga e io sono appena all'inizio di questo cammino. Devo crescere tanto e vorrei anche finire l’università prima di fare una scelta simile. Però tutto è possibile. Mi piacerebbe dirvi già oggi che Petite Terrible un giorno ci sarà anche nel mondo olimpico ma, di questo ne riparleremo fra qualche anno!!

Decimazona.org In tal caso, come organizzeresti il lavoro per il quadriennio olimpiico? Quale deriva olimpica sceglieresti?

C.R. Innanzitutto selezionerei le persone che ritengo più adatte per affrontare al massimo il quadriennio. Farei un programma mirato così da non lasciare niente fuori posto. Mi piacerebbe correre su un doppio, ma non è facile trovare una prodiera dalle mie parti. Come barca, mi affascina molto il 49er, ma forse vista la mia poca esperienza, sarei più adatta su una barca più "semplice" come il 470.

Decimazona.org Ai campionati federali giovanili di Crotone, le Marche hanno ottenuto 8 medaglie, di cui 5 femminili: Giorgia Speciale nel windsurf, Maria Giulia Cicchinè nel Laser, Isa Angeletti e Federica Benvenuti Gostoli nell'O'pen Bic, Ilaria Tari nel Kiteboard. Ti consideri un modello per loro? E' azzardato affermare che i tuoi successi sportivi abbiano ridato slancio alle quote rosa nella vela regionale?

C.R. Non lo so ma sicuramente mi piacerebbe molto essere un esempio per tante ragazze. Secondo me, l’età, l’inesperienza e il sesso non sono un limite per la crescita del movimento sportivo al femminile, le donne hanno dalla loro parte la grinta e la passione con cui affrontano le sfide sportive e non. Se ami ciò che fai, se sogni in grande e affronti le sfide con determinazione puoi arrivare dappertutto. Si possono davvero raggiungere traguardi inimmaginabili. Almeno per me è stato così. E posso giurare che in questo le donne sono più forti degli uomini (sorride): se c’è bisogno di ringhiare, ringhiano forte! E i risultati delle mie "colleghe" conterranee lo dimostrano.


Autore: Comitato X Zona FIV